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Commissioni Booking e OTA, quanto costano e ridurle

Quanto paghi davvero di commissioni a Booking e alle OTA, come si calcolano e le leve concrete per ridurle senza perdere visibilità.

7 min di letturaDisintermediazione & OTAUltima verifica: 25 luglio 2026
Commissioni Booking e OTA, quanto costano e ridurle

Su Booking.com e sulle altre OTA un hotel indipendente paga in Italia una commissione che parte dal 15% e sale di circa 3 punti con il Programma Partner Preferiti, fino al 18%, che è anche il livello a cui si assesta quasi sempre nelle località ad alta domanda. Sopra ci sono Preferiti Plus, riservato al miglior 10% degli aderenti al Preferiti, che porta la commissione al 23%, e i programmi che comprano posizione nei risultati, come il Visibility Booster, che arrivano fino al 30% (scala riportata dall'AGCM nel provvedimento di avvio dell'istruttoria A558 del 12 marzo 2024, su documentazione Federalberghi del novembre 2023). Il peso reale di quei punti percentuali va misurato sul margine, non sul fatturato: lì valgono molto di più. In questa guida vediamo quanto costano davvero le commissioni, come si calcolano e su quali leve puoi intervenire senza sparire dai portali.

Quanto costano davvero le commissioni OTA

Le OTA (Online Travel Agency) come Booking.com ed Expedia operano con un modello a commissione: non paghi per essere elencato, ma versi una percentuale fissa su ogni prenotazione andata a buon fine.

In Italia la commissione base di Booking.com è il 15% del valore della prenotazione, e nelle località ad alta domanda, come Roma o Firenze, si assesta quasi sempre al 18% a prescindere dai programmi di visibilità. Booking non pubblica le proprie percentuali, che dipendono da destinazione, tipo di struttura e contratto; questi livelli sono quelli che l'AGCM riporta dalla documentazione depositata da Federalberghi, rilevazione del novembre 2023.

La percentuale aumenta quando attivi i programmi di visibilità, che in cambio di una posizione migliore nei risultati costano punti percentuali. Il Programma Partner Preferiti ne aggiunge circa 3 alla base e porta la commissione al massimo al 18%. Preferiti Plus, il gradino successivo, la porta al 23%. Il Visibility Booster e le inserzioni sponsorizzate arrivano fino al 30%. Non sono livelli che si sommano fra loro, sono alternative via via più care.

Come si calcola la commissione

La commissione si applica sull'importo totale della prenotazione, inclusi gli extra (pulizie, colazione) se compresi nel prezzo pagato dall'ospite. Non si applica invece sulla tassa di soggiorno.

Resta dovuta anche in alcuni casi meno noti: prenotazioni non rimborsabili, cancellazioni con penale e mancate presentazioni (no-show). Esistono però situazioni in cui non viene addebitata: ad esempio se rinunci alla penale per una cancellazione, oppure se segnali il no-show entro 48 ore rinunciando ad addebitare l'ospite (Booking.com for Partners).

Un costo spesso trascurato è quello dell'incasso gestito. Se utilizzi Payments by Booking.com, cioè lasci che sia la piattaforma a riscuotere il pagamento dell'ospite per poi girartelo, al prelievo si aggiunge un supplemento per i costi di transazione. Booking non lo pubblica in una tabella unica valida per tutti, perché dipende dal paese e dalle tue condizioni contrattuali, quindi l'unico numero attendibile è quello che leggi nel tuo estratto conto. È proprio questa voce, insieme ai punti dei programmi di visibilità, a spiegare perché la trattenuta che esce davvero dalla cassa raramente coincide con la percentuale stampata sul contratto.

Quanto pesano sul tuo margine

Qui si concentra il punto più sottovalutato: la commissione non incide sul fatturato, ma sul margine. Una commissione del 18% su una camera che ti marginerebbe il 30% erode oltre la metà del tuo guadagno su quella vendita.

Ricavo medio per prenotazione: canale diretto vs OTA. Fonte: SiteMinder, Hotel Booking Trends (dati 2025).

I dati di settore lo rendono evidente. Secondo SiteMinder (Hotel Booking Trends, dati 2025), il ricavo medio per prenotazione generato dal sito diretto è di circa US$516, contro i US$312 di una prenotazione via OTA: circa il 65% in più, perché chi prenota diretto compra camere più costose, resta più a lungo e aggiunge extra. Eppure nel parco clienti mondiale di Cloudbeds, che vende software alle strutture indipendenti, le OTA raccolgono ancora il 63,4% delle prenotazioni (Cloudbeds, State of Independent Hotels Report 2026, dati 2025). È la fotografia che un fornitore scatta ai propri clienti, utile a inquadrare il fenomeno e non a giudicare la tua struttura, perché quelle strutture non sono le tue concorrenti.

Il problema, raramente, è la singola OTA: pesa di più la dipendenza. Quando un portale diventa il canale dominante, ogni punto di commissione si traduce in margine perduto, senza alternative. Per capire quanto pesa sulla tua struttura, il calcolatore commissioni OTA fa il conto sui tuoi numeri in due minuti, gratis.

E sul fisco? Deducibilità, IVA e fattura

Per un hotel le commissioni OTA sono un costo deducibile dal reddito d'impresa. Booking.com ha sede in Olanda: la commissione arriva con fattura intracomunitaria e l'IVA si gestisce in reverse charge, e per un hotel con piena detraibilità l'operazione è fiscalmente neutra. (I contenuti fiscali hanno scopo informativo: verifica sempre la tua posizione con il commercialista.)

Come ridurre le commissioni (senza perdere visibilità)

Ridurre le commissioni non significa rinunciare a Booking. Significa riequilibrare i canali: intercettare la domanda che oggi passa dalle OTA e spostarne una parte sul diretto, dove il margine resta interamente tuo. Le leve principali sono tre:

  • Costruire un canale diretto efficace (sito e motore di prenotazione) e offrire un motivo concreto per prenotare lì: un vantaggio esclusivo, non semplicemente lo stesso prezzo.
  • Utilizzare i programmi di visibilità in modo mirato, attivandoli solo quando servono davvero.
  • Curare la parity e la relazione con l'ospite, per convertire al diretto chi ti ha già scoperto sull'OTA.

→ Le strategie concrete: Come pagare meno commissioni a Booking e Come aumentare le prenotazioni dirette.

Domande frequenti

Si parte dal 15%. Il Programma Partner Preferiti aggiunge circa 3 punti e porta al 18%, che è anche il livello abituale nelle località ad alta domanda. Preferiti Plus, riservato al miglior 10% degli aderenti al Preferiti, porta la commissione al 23%, mentre i programmi che comprano posizione nei risultati arrivano fino al 30%. Non si sommano fra loro, sono livelli alternativi. Booking non pubblica le percentuali, definite nel contratto; la scala è quella riportata dall'AGCM nel provvedimento di avvio A558 del 12 marzo 2024.
Non esiste un modo per evitarle sulle prenotazioni regolari: la commissione è dovuta su ogni prenotazione andata a buon fine. Non viene addebitata solo in casi specifici (rinuncia alla penale su una cancellazione, no-show gestito correttamente, carta non valida). La strada concreta per pagarne meno è spostare quote di prenotazioni sul canale diretto.
Dipende dal livello a cui ti trovi su Booking, perché Airbnb ha una sola tariffa. Per un hotel, o per chi gestisce l'inventario da un gestionale, Airbnb impone la formula a costo unico, cioè circa il 15,5% (forbice 14-16%) interamente a carico della struttura, senza la ripartizione con l'ospite che vale per gli host privati (Airbnb, Centro assistenza, art. 1857). Booking parte dal 15% e sale al 18% col Programma Partner Preferiti, al 23% con Preferiti Plus e fino al 30% coi programmi che comprano posizione (AGCM, provvedimento A558). Alla commissione di base i due sono quindi vicini, e la differenza la fanno i programmi che hai attivo.
Sì: per un hotel sono costi deducibili dal reddito d'impresa, con IVA gestita in reverse charge sulla fattura intracomunitaria di Booking. Verifica sempre la tua posizione con il commercialista.

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