Rack rate
La rack rate è la tariffa piena di listino di una camera d'hotel, il prezzo massimo pubblicato prima di sconti, offerte e tariffe dinamiche. Quasi nessun ospite la paga davvero, perché oggi serve soprattutto come tetto di riferimento da cui l'hotel calcola riduzioni, promozioni e tariffe contrattate.
Il nome viene dal rack, l'espositore che stava dietro al banco della reception con i cartoncini dei prezzi delle camere. I listini cartacei sono spariti da un pezzo, il termine è rimasto, e in italiano lo puoi rendere come tariffa piena o prezzo di listino. Se una camera ha una rack rate di 180 euro, quello è il punto più alto della scala, e tutte le altre tariffe vivono lì sotto.
Un tetto di riferimento, quasi mai il prezzo pagato
Prendi quella camera da 180 euro. In un martedì di bassa stagione la vendi a 110 con la tariffa del giorno, sotto le feste sale a 150, e solo nel weekend della fiera, quando la città è piena, qualcuno arriva a pagare il listino intero. La tariffa che si muove ogni giorno è la BAR, best available rate, la migliore tariffa disponibile senza restrizioni per quella data. La rack rate invece sta ferma, e fa da soffitto a tutto quello che la BAR fa durante l'anno.
Il lavoro che le resta è concreto. È l'ancora che dà valore allo sconto, perché un listino mostrato accanto al prezzo del giorno dice all'ospite quanto sta risparmiando. È la base su cui si contrattano le riduzioni con agenzie, aziende e tour operator, che spesso ragionano in percentuale sul listino. Ed è il paletto fisso quando lavori con tariffe dinamiche, perché chi fa yield management muove i prezzi in continuazione, ma dentro un intervallo che ha la rack rate come estremo superiore.
Rack rate e prezzi esposti in Italia
In Italia il prezzo delle camere è libero, per legge, dal 1991. La vecchia comunicazione dei prezzi massimi all'ente competente è oggi materia regionale: in alcune regioni resta, in altre è stata abolita, quindi le regole esatte vanno verificate dove operi. Dove il listino si comunica o si espone, col cartellino in camera e la tabella alla reception, funziona da tetto. Vendere a meno di quanto hai esposto si può sempre, chiedere di più no.
Per questo la rack rate che dichiari conviene fissarla con margine. Se la tieni troppo vicina ai prezzi che pratichi davvero, nelle date di punta ti ritrovi con il soffitto in testa e non puoi salire; se la spari altissima senza criterio, l'ancora perde credibilità e lo sconto sembra finto. Il listino che dichiari è una decisione commerciale, prima ancora che un adempimento dove è previsto.
C'è infine una cosa che la rack rate non ti dirà mai, cioè quanto incassi davvero. Quello lo misura l'ADR, la tariffa media giornaliera effettiva, che vive quasi sempre parecchio sotto il listino. La rack rate indica il massimo teorico, l'ADR misura la verità, e il RevPAR mette insieme prezzo medio e occupazione in un numero solo. Con il calcolatore gratuito puoi confrontare i tuoi numeri con la media italiana dello stesso mese.