Burocrazia: 826 milioni l'anno alle piccole strutture ricettive
Una ricerca della Funzione Pubblica presentata al Forum PA 2026 stima in 826 milioni l'anno il costo della burocrazia per le piccole imprese ricettive italiane: 3.613 euro a impresa, 41 adempimenti, oltre un milione di giornate di lavoro.

In breve. Secondo una ricerca del Dipartimento della Funzione Pubblica presentata al Forum PA 2026 e ripresa da Assohotel Confesercenti, gli adempimenti burocratici costano 826 milioni di euro l'anno a 228.552 micro e piccole imprese ricettive italiane (alberghiere ed extra-alberghiere, fino a 49 addetti): in media 3.613 euro a impresa, con 41 adempimenti censiti e oltre un milione di giornate di lavoro interno assorbite ogni anno. Il nodo, dice il presidente Nicola Scolamacchia, non è il singolo adempimento ma la somma di obblighi gestiti da enti diversi con sistemi informatici che non dialogano.
Sai già che la burocrazia ti porta via tempo. Adesso quel tempo ha un prezzo. Una ricerca del Dipartimento della Funzione Pubblica, presentata al Forum PA 2026 e rilanciata dal comunicato di Assohotel Confesercenti, mette un numero sul peso che senti ogni giorno alla reception e in ufficio: gli adempimenti burocratici costano 826 milioni di euro l'anno alle piccole imprese ricettive italiane. In media 3.613 euro a struttura, con un massimo teorico di 14.321 euro per chi è soggetto a tutti gli obblighi mappati.
Una precisazione utile, prima dei dettagli. Il perimetro dello studio sono 228.552 micro e piccole imprese ricettive fino a 49 addetti, alberghiere ed extra-alberghiere: dentro ci sono quindi anche B&B, case e appartamenti vacanza, non solo gli hotel. Il dato non fotografa il solo comparto alberghiero, ma l'intera ricettività di piccola dimensione. Resta, per chi gestisce un hotel in autonomia, la misura più onesta disponibile di un costo che di solito non compare in nessun conto economico.
Dentro lo studio della Funzione Pubblica
I numeri raccontano dove finiscono quei soldi. Su 826 milioni complessivi, 606 milioni (il 73%) sono spese per consulenti esterni e 219,5 milioni (il 27%) sono costo del personale interno, il cui lavoro vale oltre un milione di giornate l'anno. La rilevazione conta 41 adempimenti a carico delle imprese ricettive.
I cinque più costosi per singola azienda, secondo i dati della ricerca riportati da Assohotel Confesercenti, sono la SCIA antincendio (1.792 euro), la dichiarazione dei redditi con l'IRAP (1.473 euro), la sicurezza sul lavoro con il documento di valutazione dei rischi (810 euro), le comunicazioni IVA (711 euro) e il nulla osta per le piscine (699 euro). Sono voci pesanti ma occasionali, in larga parte delegate al commercialista o al consulente.
Il punto, però, è un altro, e lo mette a fuoco Nicola Scolamacchia, presidente di Assohotel Confesercenti. "Il problema non è il singolo adempimento complesso, ma la somma di numerosi obblighi, gestiti da interlocutori diversi, Ministeri, Regioni, Comuni, Camere di Commercio, la cui digitalizzazione ha spesso generato sistemi informatici frammentati e disallineati". Le voci che pesano di più sul sistema, aggiunge lo studio, non sono le più complesse ma le più frequenti e ripetitive: la comunicazione delle generalità degli ospiti, l'invio dei dati statistici sui movimenti turistici, l'accesso agli incentivi, la gestione del lavoro stagionale. È la goccia che cade ogni giorno, non il macigno annuale, a erodere il tempo.
Gli adempimenti che ti tornano ogni settimana
Vale la pena guardarli da vicino, perché sono quelli che riempiono le tue giornate. La comunicazione delle generalità di ogni ospite alla Questura, tramite il portale Alloggiati Web, è obbligatoria entro 24 ore dall'arrivo (o all'arrivo stesso per i soggiorni sotto le 24 ore), ai sensi dell'articolo 109 del TULPS e del decreto ministeriale del 7 gennaio 2013. L'imposta di soggiorno, dove il Comune l'ha istituita, ti rende responsabile della riscossione e del versamento, con dichiarazioni e scadenze periodiche, secondo l'articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011. A questi si aggiungono la rilevazione statistica obbligatoria dell'ISTAT sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, gestita di norma tramite i portali regionali, e il Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per le strutture ricettive ed entrato in applicazione generalizzata dal 2 novembre 2024 tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo.
Nessuno di questi obblighi, preso da solo, è una montagna. Sommati, e moltiplicati per ogni arrivo e ogni scadenza, diventano quel milione di giornate l'anno. "Proprio le imprese più piccole sono proporzionalmente impattate in maniera più gravosa", osserva Scolamacchia, "gli oneri più preoccupanti sono il tempo e le competenze richiesti agli imprenditori e ai manager per gestire gli adempimenti". Chi ha meno personale, in proporzione, paga di più.
Cosa significa per il tuo hotel
Una parte di questo costo non la sposti: la SCIA antincendio, la dichiarazione dei redditi, la valutazione dei rischi restano lavoro da professionista, e giustamente. Ma la fetta che ti mangia il tempo, quella delle voci ripetitive, è anche la più aggredibile con l'organizzazione e la tecnologia. È qui che conviene concentrare l'attenzione.
Parti da ciò che ripeti a ogni arrivo. La comunicazione alloggiati, la registrazione dell'ospite, il calcolo dell'imposta di soggiorno, i dati per l'ISTAT sono attività che si ripetono identiche tutto l'anno. Un gestionale che le tiene insieme, invece di farti passare da un portale all'altro, è il primo punto dove recuperare ore. Lo dicono gli stessi termini dello studio, dove il peso non sta nella complessità ma nella frequenza.
Collega i sistemi, non limitarti a digitalizzarli. Il problema descritto da Scolamacchia non è la mancanza di software, è che i software non si parlano. Quando scegli un PMS o un gestionale, la domanda giusta non è solo "cosa fa", ma "con cosa si integra": invio automatico ad Alloggiati Web, esportazione dei dati statistici, anagrafiche che non vanno reinserite tre volte. Ogni reinserimento manuale è tempo pagato due volte.
Sposta a monte ciò che puoi. Il check-in online e il self check-in raccolgono i dati dell'ospite prima dell'arrivo e li riversano negli adempimenti, togliendoti la rincorsa delle 24 ore e gli errori di trascrizione. È automazione che lavora sul collo di bottiglia vero, il front-office, non su quello che hai già delegato al consulente.
Non esiste, a oggi, una stima italiana verificabile di quanto esattamente l'automazione faccia risparmiare su questi adempimenti, e diffida di chi te la promette in percentuale. Quello che lo studio quantifica è la posta in gioco: oltre un milione di giornate l'anno di lavoro interno, per il settore. Una parte è tua, ed è la parte su cui puoi agire senza aspettare che la semplificazione promessa arrivi dall'alto.
Fonti
- Assohotel Confesercenti, comunicato "Gli adempimenti burocratici costano 826 milioni l'anno alle imprese ricettive" (11 giugno 2026)
- Job in Tourism, "Burocrazia in hotel: una zavorra da 826 milioni" (17 giugno 2026)
- Italia a Tavola, "Turismo, la burocrazia può costare fino a 14mila euro all'anno agli hotel piccoli" (11 giugno 2026)
- Polizia di Stato, Servizio Alloggiati Web (articolo 109 TULPS, decreto ministeriale 7 gennaio 2013)
- Ministero del Turismo, FAQ Banca Dati Strutture Ricettive e CIN (in applicazione dal 2 novembre 2024)
- Ministero del Turismo, "Imposta di soggiorno e flussi turistici" (decreto legislativo 23 del 2011, articolo 4)



