18.000 hotel europei in causa contro Booking, scadenza 11 settembre
Tempo fino all'11 settembre 2026 per aderire all'azione collettiva europea contro Booking sulle clausole di parità tariffaria, con oltre 18.000 hotel già dentro.

In breve. La Stichting Hotel Claims Alliance, sostenuta da HOTREC e Federalberghi, ha prorogato all'11 settembre 2026 i termini per aderire all'azione collettiva di risarcimento contro Booking.com sulle clausole di parità tariffaria applicate dal 2004 al 2024. Hanno già aderito oltre 18.000 hotel europei. L'azione poggia sulla sentenza della Corte di Giustizia UE C-264/23 del 19 settembre 2024, che ha giudicato quelle clausole contrarie al diritto della concorrenza; secondo le stime dei promotori il risarcimento potrebbe valere almeno il 30% delle commissioni versate.
Gli hotel europei hanno ancora tempo per chiedere i danni a Booking.com. La Stichting Hotel Claims Alliance, la fondazione olandese senza scopo di lucro che coordina l'azione collettiva, ha riaperto i termini di adesione fino all'11 settembre 2026. Lo riporta il comunicato di Federalberghi rilanciato dalle sue sezioni territoriali. Alla causa hanno già aderito oltre 18.000 strutture in tutta Europa.
La proroga, spiegano i promotori, arriva per il numero di richieste ancora in arrivo, per l'esito favorevole di un procedimento parallelo in Germania e per la recente giurisprudenza europea sui termini di prescrizione. Conviene capire di cosa si tratta, perché tocca da vicino chiunque abbia lavorato con Booking negli ultimi vent'anni.
Di cosa parla la causa
Al centro ci sono le clausole di parità tariffaria, quelle che per anni hanno impedito agli hotel di offrire un prezzo più basso sul proprio sito rispetto a quello esposto sul portale. La base giuridica dell'azione è la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea del 19 settembre 2024, causa C-264/23, nata da un rinvio del tribunale di Amsterdam. La Corte ha stabilito che le clausole di parità, sia nella forma ampia sia in quella ristretta, non sono una componente accessoria e indispensabile del servizio di intermediazione, e quindi ricadono nel divieto di intese restrittive della concorrenza previsto dall'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Le richieste di risarcimento coprono i danni economici subiti tra il 2004 e il 2024. Il 2024 è l'anno in cui Booking ha abbandonato quelle clausole per conformarsi al Digital Markets Act: la Commissione europea aveva designato la capogruppo Booking Holdings come gatekeeper il 13 maggio 2024, con obbligo di adeguamento entro il 13 novembre dello stesso anno.
Chi promuove l'azione e come si aderisce
L'azione collettiva è condotta dalla Stichting Hotel Claims Alliance, una fondazione olandese sostenuta da HOTREC, la confederazione europea del settore ricettivo, da Federalberghi e da oltre trenta associazioni alberghiere nazionali. Un punto tecnico conta più di quanto sembri. Il contenzioso è portato avanti a nome della fondazione, non dei singoli hotel, che quindi non compaiono direttamente in tribunale.
La partecipazione è gratuita e, secondo i promotori, non comporta alcun rischio di costi per chi aderisce. L'adesione è volontaria e individuale, si completa online sulla piattaforma dedicata mybookingclaim.com e dà diritto a un certificato di partecipazione. Una prima serie di richieste è già stata depositata al tribunale distrettuale di Amsterdam nel gennaio 2026.
Quanto si può recuperare, e perché è una stima
Secondo le stime dei promotori, gli hotel aderenti potrebbero ottenere un risarcimento pari ad almeno il 30% delle commissioni complessivamente versate a Booking a partire dal 2004. È bene leggerla per quello che è: una stima di parte avanzata da chi promuove la causa, non un importo riconosciuto da un giudice. La quantificazione del danno, se ci sarà, dipenderà dalle prove portate caso per caso.
I numeri che danno forza, e le ragioni di cautela
Il precedente che i promotori citano come incoraggiante arriva da Berlino. Il 16 dicembre 2025 il tribunale regionale di Berlino ha riconosciuto in linea di principio la responsabilità di Booking per i danni nei confronti di 1.099 strutture tedesche, su 1.288 che avevano fatto causa, rimandando però la quantificazione alla prova dei singoli. È un procedimento separato dall'azione della fondazione, ma viene letto come un segnale favorevole.
Booking contesta la ricostruzione. In una nota del 4 marzo 2026 la società sostiene che il tribunale di Amsterdam, esaminando alcune domande di hotel tedeschi, ha rilevato che gli alberghi non hanno ancora dimostrato che le clausole di parità del passato abbiano davvero ristretto la concorrenza, e ricorda di non aver più applicato clausole di parità in Germania dal 2016. Per la società, senza prova del danno non c'è risarcimento.
A misurare la posta in gioco è la concentrazione del mercato. Secondo uno studio di HOTREC con la University of Applied Sciences and Arts della Svizzera occidentale, ripreso dalla stampa internazionale, nel 2024 Booking Holdings controllava il 71% del mercato europeo delle agenzie di viaggio online, in crescita dal 68,4% del 2019.
Il fronte italiano: l'AGCM riapre, ma la parità è già fuori legge dal 2017
In Italia la vicenda ha un capitolo a sé. Il 22 aprile 2026 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un'istruttoria, la PS13115, nei confronti delle società del gruppo Booking, compresa Booking.com Italia. Nel mirino i programmi Partner Preferiti e Partner Preferiti Plus, presentati come una selezione per qualità ma costruiti, secondo l'Autorità, su criteri che premierebbero le strutture disposte a versare commissioni più alte. L'avvio dell'istruttoria è stato accompagnato da ispezioni con il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
C'è poi un dettaglio che cambia il quadro per chi opera in Italia. Le clausole di parità tariffaria nei contratti tra strutture ricettive e portali di prenotazione sono nulle per legge dal 29 agosto 2017, per effetto della legge annuale per il mercato e la concorrenza, la 124 del 2017. Da quasi nove anni, quindi, un hotel italiano può legittimamente offrire sul proprio sito un prezzo migliore di quello esposto su Booking. L'azione collettiva, però, guarda al danno accumulato nel ventennio precedente, e l'Autorità intanto riapre il fronte sul presente.
Cosa significa per il tuo hotel
Parti da una verifica concreta. Se hai pubblicato il tuo hotel su Booking tra il 2004 e il 2024, rientri nel perimetro dell'azione e puoi valutare l'adesione entro l'11 settembre, gratuitamente, sulla piattaforma indicata da Federalberghi. Prima di farlo, recupera la documentazione utile: gli estratti delle commissioni versate negli anni sono il materiale su cui si costruisce una richiesta di risarcimento. In Italia, per l'adesione e i chiarimenti, l'interlocutore è Federalberghi.
Tieni però separate due cose. La causa lavora sul passato e l'esito non è scontato: serviranno prove e tempo, e la stessa Booking annuncia battaglia. Il presente, invece, lo governi tu. Che la parità sia caduta per legge dal 2017 significa che hai già oggi la leva per spostare valore sul canale diretto, con un prezzo o un vantaggio riservato a chi prenota dal tuo sito. Su un hotel italiano la commissione versata alle OTA pesa in genere tra il 15% e il 25% del valore della prenotazione: ogni punto recuperato sul diretto vale più di un eventuale risarcimento futuro.
Per dare la scala del fenomeno, in Italia si contano oltre 32.000 esercizi alberghieri, secondo i dati ISTAT, e una larga parte vive la stessa dipendenza dai grandi portali. La causa è un fatto collettivo che riguarda anche te. La riduzione della dipendenza è la parte che puoi cominciare a costruire da subito.
Fonti
- Federalberghi (sezione Brescia), "Azione legale collettiva contro Booking, riapertura dei termini"
- Job in Tourism, "Hotel vs Booking, prorogati i termini per aderire alla class action"
- Corte di Giustizia UE, sentenza 19 settembre 2024, causa C-264/23 (EUR-Lex)
- Commissione europea, designazione di Booking come gatekeeper sotto il Digital Markets Act
- AGCM, comunicato istruttoria PS13115 su Booking e i programmi Partner Preferiti (22 aprile 2026)
- The Guardian, "Thousands of hotels in Europe to sue Booking.com" (quota di mercato, studio HOTREC)
- Hotel News Resource, sentenza del tribunale regionale di Berlino del 16 dicembre 2025
- Booking.com, comunicato "Amsterdam court upholds key elements of Booking.com's position" (4 marzo 2026)
- ISTAT, esercizi alberghieri in Italia (Noi Italia, Turismo)





