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Prezzi degli alberghi a +3,4%, l'inflazione al 2,9%

Prezzi al consumo degli alberghi a +3,4% a luglio 2026 e deflatore dell'alloggio vicino al 5%. Per rivalutare il listino il riferimento è una forbice.

Notizia18 agosto 202613 min di lettura
Prezzi degli alberghi a +3,4%, l'inflazione al 2,9%

Notizia del 18 agosto 2026

In breve. A luglio 2026 i prezzi al consumo di alberghi e motel sono saliti del 3,4% sui dodici mesi, quelli dell'insieme dei servizi di alloggio del 4,0% e l'inflazione generale del 2,9% (ISTAT, indice NIC). Il deflatore implicito del fatturato della divisione alloggio dei primi cinque mesi vale circa il 4,9% e comprende anche l'extralberghiero. Nello stesso periodo l'occupazione netta delle camere degli alberghi italiani è rimasta sopra la media dei tre anni precedenti in tutti i mesi da gennaio a maggio (Eurostat, tour_occ_mnor). Per rivalutare un listino il riferimento è una forbice che cambia con il perimetro e con il mese.

Su una tariffa da 120 euro, tra il metro più corto e quello più lungo ballano due euro e quaranta a notte per ogni camera venduta. Il più corto è l'inflazione generale, quella del carrello della spesa. Il più lungo è il deflatore del fatturato dell'alloggio. In mezzo ci sta l'indice dei prezzi di alberghi e motel, la voce che riguarda le camere.

Un listino si costruisce sul pickup e sui prezzi di chi sta intorno, non applicando un indice al tariffario dell'anno prima. Però il tetto e il pavimento della stagione, i contratti a data fissa e il consuntivo di fine anno una rivalutazione la incorporano sempre, dichiarata o no. E in quei passaggi il numero che si sceglie cambia il risultato.

Quattro metri per lo stesso listino, quattro risposte diverse

Per rivalutare le tariffe dell'anno scorso serve un deflatore, e ne esistono quattro pubblici.

MetroValore
Inflazione generale, indice NIC, paniere completo delle famiglie+2,9%
Prezzi al consumo di alberghi e motel, NIC ECOICOP 112011+3,4%
Prezzi al consumo di tutti i servizi di alloggio, campeggi e villaggi compresi, NIC ECOICOP 112+4,0%
Deflatore implicito del fatturato della divisione alloggio (alberghi ed extralberghiero insieme)circa +4,9%

Tabella 1. I quattro deflatori disponibili per rivalutare un listino alberghiero. Le prime tre righe sono variazioni tendenziali di luglio 2026, la quarta copre gennaio-maggio 2026. Fonte ISTAT. La quarta riga è un'elaborazione nostra sul rapporto tra crescita in valore e in volume della divisione alloggio, e non è un indice di prezzo rilevato. Sale anche quando il settore vende un prodotto più caro a parità di listino, quindi include la ricomposizione verso le categorie alte. Va letta come limite superiore e non come aumento applicabile. Il confronto 2026 su 2025 attraversa inoltre un cambio di metodo, con il campione sceso da 25.500 a 14.500 imprese e una parte stimata su dati amministrativi. Anche gli indici in volume sono rivedibili. Questo deflatore è quindi il metro con il margine di errore più largo dei quattro.

Sulla stessa tariffa da 120 euro, il primo metro porta a 123,50 euro e il quarto a 125,90, cioè due euro e quaranta a notte per ogni camera venduta. Il primo descrive la spesa di una famiglia italiana, dalle bollette alla frutta. Il secondo isola alberghi e motel, quindi il prezzo che i clienti pagano per dormire in un hotel, e resta una rilevazione sulle famiglie. Il terzo allarga il perimetro a campeggi, villaggi vacanze, ostelli e altre sistemazioni.

Il quarto va maneggiato per quello che è. Copre l'intera divisione ATECO 55, che comprende anche campeggi, affittacamere e alloggi per brevi soggiorni, quindi non è un deflatore alberghiero. Resta comunque il più vicino che si trovi pubblicato.

Conviene guardare la serie mensile prima di trattare uno di questi numeri come una costante. Nel 2026 i prezzi di alberghi e motel oscillano tra il +0,4% di aprile e il +15,8% di febbraio. In febbraio cadevano le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, e quanto l'evento pesi su quel picco nessuna fonte pubblica lo ha misurato. La media dei sette mesi vale +4,5% con febbraio dentro e +2,7% senza (elaborazione nostra). Sull'insieme dei servizi di alloggio le stesse due medie valgono +4,8% e +3,3%. Lo stesso divario si ritrova nel deflatore implicito del fatturato, circa +7,0% nel primo trimestre e circa +3,3% nel solo maggio (elaborazioni nostre).

Il riferimento difendibile è una forbice, dal +3,4% di luglio degli alberghi al +4,9% circa del deflatore implicito, e nessuno dei due estremi è pulito. Il pavimento è la misura più vicina al prezzo che un hotel espone davvero. Il tetto copre un perimetro più largo di quello alberghiero, e ci rientra anche la ricomposizione verso le categorie alte. Al netto di febbraio la media alberghiera dei sette mesi, +2,7%, sta perfino sotto l'inflazione generale del 2,9%. Gli hotel che hanno lavorato dentro gli eventi straordinari del calendario 2026 stanno nella parte alta della forbice, gli altri sotto il pavimento, dalle parti di quel +2,7%. Il numero d'anno da solo non basta a dire dove si sta.

Il calo di volume di cui si parla è dei ristoranti

Il numero che gira in questi giorni è quello della sezione I, e la sezione I non sono gli alberghi. La divisione ISTAT dei servizi di alloggio comprende gli alberghi insieme all'extralberghiero, ai campeggi e agli affittacamere. Nei primi cinque mesi del 2026 il suo fatturato è cresciuto del 7,1% in valore e del 2,1% in volume sugli stessi mesi del 2025 (dati grezzi, base 2021=100, elaborazione nostra sugli indici mensili). La ristorazione fa +1,6% in valore e -1,2% in volume. Sommate, le due divisioni danno appunto la sezione I, dove il valore cresce del 3,0% e il volume scende dello 0,2%. Il volume che scende è quello dei ristoranti.

La crescita non è stata lineare. Nel primo trimestre il volume dell'alloggio era ancora negativo, a -1,1%, e il recupero arriva in aprile e maggio, con maggio a +9,9% in valore e +6,3% in volume. Da gennaio 2026 l'ISTAT ha ridotto il campione da circa 25.500 a 14.500 imprese, sostituendo parte della rilevazione con dati amministrativi. Vuol dire che il 2026 e il 2025 sono misurati con metodi in parte diversi, e quanto il cambio pesi sul singolo decimale non è ricavabile dai dati pubblicati. A questa serie non si appende una decisione di listino presa su un decimale.

L'occupazione degli alberghi e il dato OTA che non la misura

L'occupazione è l'altra metà del confronto, e anche lì esiste una serie mensile pubblica.

Mese 2026Occupazione netta camereMedia 2023-2025 dello stesso mese
Gennaio51,8%43,7%
Febbraio50,6%49,0%
Marzo50,9%46,8%
Aprile56,6%49,3%
Maggio59,0%50,8%

Tabella 2. Tasso di occupazione netta delle camere negli alberghi e strutture simili in Italia, cioè calcolato sui giorni di effettiva apertura e non sui giorni di calendario. Fonte Eurostat, tour_occ_mnor, unità camere. La media a tre anni è un'elaborazione nostra su 2023, 2024 e 2025. Ultimo mese disponibile maggio 2026.

Cinque mesi su cinque sopra la media, con scarti da 1,6 a 8,2 punti. Questa serie misura il livello di un singolo mese e non va usata per calcolare variazioni anno su anno. L'Italia inoltre non trasmette a Eurostat il dato per classe dimensionale, quindi manca il confronto con hotel della tua taglia. Il calcolatore RevPAR lavora sulla stessa fonte. La sua media a tre anni include però l'anno in corso. Per i mesi da gennaio ad aprile il riferimento che restituisce è quindi più alto di quello della Tabella 2.

Il tasso di saturazione OTA, il 58,9% dell'estate e il 65,4% della settimana di Ferragosto, va tenuto separato. È un indicatore del Ministero del Turismo su base dati The Data Appeal Company, e misura l'offerta esposta sui portali. Comprende gli affitti brevi ed è una proiezione con dati estratti l'11 agosto 2026. Ne abbiamo scritto quando l'occupazione di agosto è diventata un titolo.

Il parco alberghiero è fermo, le aperture stanno altrove

Nel 2025 gli esercizi alberghieri italiani sono 33.281, lo 0,25% in più del 2015 (ISTAT, capacità degli esercizi ricettivi). Dal 2015 al 2025 i 3 stelle hanno perso l'1,9% degli esercizi e il 7,8% delle camere, mentre le camere dei 5 stelle sono cresciute del 52,8%. Oggi il 95,5% del parco sta sotto le 100 camere.

Le aperture di partita IVA, rilanciate dal Barometro Federalberghi di agosto, vanno in un'altra direzione. Nel primo trimestre 2026 la divisione 55 ne registra 4.182, il 9,4% in più delle 3.824 dello stesso trimestre 2025 (MEF, Osservatorio sulle partite IVA). La ristorazione invece ne perde il 4,8%, da 8.633 a 8.222. Il dato è trimestrale e la serie MEF si ferma a marzo, quindi un primo semestre delle partite IVA non esiste.

Quelle 4.182 aperture non dicono che stiano aprendo alberghi. La divisione 55 comprende anche l'extralberghiero, i campeggi, gli affittacamere e i bed and breakfast, e l'Osservatorio non scende sotto quel livello. Un indizio arriva dalle presenze del primo trimestre, con l'extralberghiero a +14,7% contro il +3,9% degli alberghi (ISTAT). Non dimostra nulla.

Il costo del lavoro e la domanda straniera spingono dalla parte opposta

Da maggio 2026 è scattata la terza tranche di aumenti retributivi del CCNL Turismo firmato il 5 luglio 2024. L'aumento è pari a 35 euro lordi mensili al quarto livello e va da 29,16 a 49,88 euro a seconda dell'inquadramento (circolare Confcommercio Ascom Bologna del 23 aprile 2026). Sono incrementi riparametrati di settore, con tabelle base distinte tra alberghi da 3 a 5 stelle e alberghi da 1 a 2 stelle. Non vanno quindi letti come l'aumento di ogni dipendente di ogni hotel. Sul resto dei costi, dall'energia per utenze non domestiche al food cost fino alle assicurazioni, non esiste per il 2026 un indice riferito agli alberghi italiani che si possa citare. Chi vuole il quadro completo se lo deve costruire sulle proprie fatture.

L'altra voce è la domanda straniera. Da gennaio a maggio 2026 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è cresciuta del 4,3%, a 19.123 milioni di euro. I loro pernottamenti sono saliti dell'1,5% e i viaggiatori con pernottamento del 7,6%. Le notti medie per viaggiatore scendono quindi da 6,07 a 5,72 (Banca d'Italia, bilancia dei pagamenti turistica, notti medie di nostra elaborazione). Quei pernottamenti riguardano tutte le sistemazioni, comprese le case di parenti e amici. La stessa fonte segnala un rallentamento, con i flussi in entrata a +2,3% nella media dei tre mesi terminanti in maggio e la spesa extra-UE quasi ferma a +0,4%.

Cosa significa per il tuo hotel

Mezz'ora e un foglio. Prendi occupazione e ADR dei primi cinque mesi del 2026 e fai tre confronti.

Il primo è l'occupazione, mese per mese, contro la media italiana dello stesso mese della Tabella 2. Se la tua struttura chiude in bassa stagione, calcola la tua occupazione sui soli giorni di apertura, altrimenti stai confrontando due cose diverse. E se a maggio hai fatto il 55% mentre il dato nazionale è il 59,0%, non hai ancora una diagnosi. La media nazionale mescola categorie, taglie e destinazioni, e la tua struttura non ci somiglia. Il confronto ti dà una domanda. Il tuo maggio si è mosso nella stessa direzione del mercato o contro? Se il mercato ha guadagnato otto punti sulla media dei tre anni e tu sei fermo sul tuo maggio 2025, il problema esiste anche se il tuo numero assoluto non dice niente.

Il secondo è la tariffa media giornaliera, da confrontare mese per mese e non in blocco, perché nei cinque mesi che stai guardando il riferimento non è costante. Sui prezzi di alberghi e motel, gennaio vale +3,1%, febbraio +15,8%, marzo +4,1%, aprile +0,4% e maggio +3,6%. Un rialzo del 3% su aprile sta sopra il mercato, su gennaio è in linea, su febbraio è tutta un'altra storia. La forbice d'anno, dal +3,4% di luglio degli alberghi al +4,9% circa del deflatore implicito, vale un euro e ottanta a notte su una tariffa di 120. Gennaio e aprile stanno sotto il suo pavimento.

Il terzo è il ricavo camere diviso per il numero di soggiorni, oltre che per il numero di notti. Un soggiorno più corto comprime colazioni, servizi extra e ricavi accessori anche quando la tariffa a notte tiene. Sono gli indicatori che guardano oltre il ricavo camere a mostrare quella parte del conto. Sui soggiorni non esiste una misura pubblica riferita ai soli alberghi e aggiornata al 2026. Il dato della Banca d'Italia riguarda i viaggi degli stranieri in ogni tipo di sistemazione, quindi l'unico posto dove il tuo soggiorno medio si misura davvero è il tuo gestionale. È il motivo per cui questo terzo confronto va fatto sui tuoi numeri e non su quelli del mercato.

La forbice resta però una media nazionale, e le tariffe non si muovono allo stesso modo dappertutto. Nelle tariffe esposte sui portali, affitti brevi compresi, l'estate 2026 va dai 322,6 euro medi di Bolzano ai 167,1 della Sardegna, sopra una media italiana di 153,6 euro (Ministero del Turismo su base dati The Data Appeal Company). Vuol dire che diverse regioni stanno sotto la Sardegna e che quei due valori non sono gli estremi della scala. Non è l'ADR degli hotel. Resta la misura pubblica più fine che esista della dispersione territoriale.

La stessa rilevazione dà quelle tariffe in leggero calo, -0,2% sull'estate e -0,6% ad agosto, con la Sardegna unica regione a variazione positiva dichiarata, +2,5%. È l'unico indicatore di prezzo in circolazione che scende, ed è anche l'unico che non misura quello che un hotel incassa. Guarda il prezzo in vetrina sui portali, affitti brevi compresi, e la sua definizione operativa non è pubblicata.

Per una parte dei lettori l'esercizio finisce senza azioni, e va detto. Se la tua occupazione è sopra la media italiana dello stesso mese e il tuo ADR 2026 è cresciuto dentro la forbice, cioè almeno del 3,4%, il confronto con il mercato non ti dice altro. Il margine, se c'è, va cercato nei costi o nel mix di canale. L'occupazione italiana è stata sopra la media dei tre anni precedenti in tutti e cinque i mesi misurati. Chi in quei mesi ha tenuto il listino fermo o quasi ha venduto camere in un mercato favorevole rinunciando a una parte del prezzo, e lo scopre solo cambiando il metro. Il consuntivo ISTAT del secondo trimestre non arriva prima di metà settembre, quindi il confronto si fa ora sui tuoi numeri. Se leggere insieme occupazione, ADR e ricavo per camera non è ancora un'abitudine, il punto di partenza è come si leggono gli indicatori di un hotel.

Fonti